Osho parla spesso del bisogno di amore che c’è nel nostro mondo. E una delle forme attraverso cui è possibile comunicarlo è certamente il tocco, il massaggio. Tuttavia, siamo circondati da una cultura che sempre più fa del contatto fisico una forma di scambio sessuale o trasforma le relazioni umane in virtuali incontri telematici. Così, la capacità di toccare l’altro in maniera istintiva e totale sta diventando una qualità rara, che ha bisogno di essere nuovamente appresa per poter essere espressa con naturalezza.
In questi giorni impareremo innanzi tutto a riaprirci a questa capacità e a sviluppare dentro di noi una dimensione di rilassamento e presenza da cui incontrare l’altro attraverso il tocco. Da questo nuovo spazio potremo avvicinarci all’altro con rispetto e amorevolezza senza tuttavia perdere il contatto con noi stessi, dando e ricevendo in modo consapevole e sensibile.
L’altro aspetto chiave consisterà nell’apprendimento di un metodo che ci permetterà di massaggiare tutte le parti del corpo, dalla testa ai piedi, utilizzando soprattutto la tecnica del massaggio di Esalen (un massaggio lento, ritmico e profondo). Inoltre, porremo l’attenzione su come muoverci e posizionarci mentre operiamo così da fluire e rilassarci al massimo sentendoci allo stesso tempo ben radicati. Dopo aver dato un massaggio saremo piacevolmente sorpresi dal fatto di sentirci nutriti tanto quanto chi l’ha ricevuto.
“Fa’ che il tocco sia una preghiera. Quando tocchi il corpo di qualcuno fallo come se pregassi, come se dio in persona fosse lì, e tu lo stessi servendo. Fluisci con energia totale, e non appena ti accorgerai che il corpo fluisce e l’energia crea una nuova situazione di armonia, ti sentirai deliziato come mai prima. Cadrai in uno stato di meditazione profonda.
Mentre massaggi, semplicemente massaggia. Sii nelle tue dita, nelle tue mani, come se tutto il tuo essere, tutta la tua anima fossero lì. Non lasciare che sia solo toccare un corpo. Tutta la tua anima entra nel corpo dell’altro, lo penetra, rilassa i suoi complessi più profondi. E fallo diventare un gioco. Non farlo come un lavoro, ma in maniera giocosa e divertente. Divertiti e lascia che anche l’altro si diverta.”
Osho, Hammer on the Rock